La newsletter dedicata agli iscritti SIC  30 Agosto 2017

La newsletter dedicata agli iscritti SIC 30 Agosto 2017

Chirurgia, due italiani impiantano il primo esofago artificiale. Salvato un malato di cancro

Un esofago ‘bioartificiale’ è stato immesso per la prima volta al mondo su un malato di tumore negli Stati Uniti. L’intervento è avvenuto 3 mesi fa e il paziente, un cittadino statunitense di 75 anni, sta bene. Il merito dell’impresa è di due ricercatori italiani che da tempo lavorano negli Stati Uniti: Fabio Triolo, direttore del Nucleo terapie cellulari dell’Università del Texas, a Houston, e Saverio La Francesca, già professore di Cardiochirurgia all’università La Sapienza e presidente di Biostage, l’azienda biotech che ha inventato la tecnologia. «L’organo sembra funzionare bene e presto interventi simili verranno sperimentati su altri individui», raccontano Triolo e La Francesca. Utilizzando un prodotto combinato formato da cellule staminali e una matrice sintetica, l’esofago di ultima generazione è stato impiantato nel paziente. «L’esofago bioartificiale è composto da un’impalcatura a forma di esofago, realizzata con un materiale sintetico, e da cellule staminali derivate dal tessuto adiposo del paziente», racconta La Francesca. «Il tessuto adiposo viene processato per isolare le cellule staminali, che vengono prima espanse per arrivare al numero necessario e poi coltivate sull’impalcatura ricoprendola interamente».
http://www.repubblica.it/salute/ricerca/2017/08/14/news/impiantato_il_primo_esofago_artificiale_salvato_un_malato_di_cancro-173050926/


Toscana, chirurgia robotica più avanzata

Si sposta sempre più avanti in Toscana il confine della chirurgia robotica. Recentemente si è aggiunto alla lista degli interventi robotici eseguiti nell’azienda ospedaliera universitaria di Careggi anche il prelievo di rene da donatore vivente e negli ultimi giorni è stato eseguito, per la prima volta in Italia, un trapianto di rene robotico con prelievo da donatore a cuore fermo, grazie al sistema di supporto vitale Ecmo (extracorporeal membrane oxygenation). «La chirurgia robotica consente di fare interventi sempre più avanzati – è il commento dell’assessore al diritto alla salute, Stefania Saccardi – In Toscana abbiamo precorso i tempi, utilizzando la robotica già dal 2000. I robot sono presenti a Careggi, alle Scotte di Siena, al Cisanello di Pisa, ad Arezzo e a Grosseto, dove funziona la Scuola internazionale per la didattica». Il sistema di chirurgia robotica comporta importanti vantaggi rappresentati dalla visione tridimensionale, dall’ingrandimento dell’immagine intraoperatoria e dalla grande maneggevolezza del sistema, che permette al chirurgo movimenti molto naturali e filtrati del tremore fisiologico, rendendo così possibile eseguire interventi chirurgici più accurati rispetto alla chirurgia a cielo aperto con meno sanguinamento, meno danno ai tessuti e meno dolore postoperatorio.
http://www.ansa.it/toscana/notizie/saluteecittadini/2017/08/25/toscana-chirurgia-robotica-piu-avanzata_2ef216e1-63cd-4081-a60a-1cd4cce8a88b.html


Chirurgia 2.0, a Careggi il primo trapianto di rene da paziente a cuore fermo

Per la prima volta in Italia, all'ospedale fiorentino di Careggi, è stato portato a termine con successo un trapianto di rene da donatore a cuore fermo mediante chirurgia robotica d'urgenza. «La procedura - spiega Adriano Peris, direttore delle cure intensive per il trauma e i supporti extracorporei di Careggi - è particolarmente complessa perché permette il prelievo in assenza di battito cardiaco grazie al sistema Ecmo che mantiene l'ossigenazione degli organi che altrimenti si danneggerebbero irreparabilmente rendendo impossibile il trapianto».
http://firenze.repubblica.it/cronaca/2017/08/23/news/firenze_a_careggio_il_primo_trapianto_di_rene_da_paziente_a_cuore_fermo-173702978/


Chirurgia maxillo facciale, operata con successo una 22enne

Una ragazza di 22 anni, colpita da una grave artrite reumatoide deformante che da anni le impediva di masticare, grazie ad un complesso intervento di chirurgia maxillo facciale potrà tornare a mangiare e nutrirsi senza difficoltà. L’operazione è stata eseguita all'ospedale Ca' Foncello di Treviso dall'equipe di Luca Guarda Nardini. I chirurghi hanno utilizzato protesi delle articolazioni temporo-mandibolari, realizzate su misura in titanio e resina.
http://www.ilmattino.it/primopiano/sanita/non_mastica_da_anni_operata_treviso_artrite_reumatoide_deformante-2631522.html


Vaccini, ostetrica dell’ospedale di Senigallia si ammala di morbillo

Un caso di morbillo nel reparto di Ostetricia dell’Ospedale di Senigallia, nelle Marche: ad ammalarsi un’ostetrica, che non era vaccinata nonostante il suo lavoro a contatto con donne incinte e neonati, tra i soggetti più a rischio per la malattia. La donna era assente dal lavoro per malattia dal giorno 20. Il caso è stato segnalato il 25 agosto e la direzione sanitaria dell’Ospedale di Senigallia ha comunicato il caso al Servizio ISP – Malattie Infettive del Dipartimento di Prevenzione che ha subito avviato l’indagine epidemiologica con l’ausilio della direzione medica dell’Ospedale. Sono intanto sette le persone momentaneamente allontanate dal servizio nell'Ospedale perché non immuni al morbillo.
http://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/senigallia_ostetrica_non_vaccinata_morbillo-3206288.html


Il caso delle uova con insetticida svela limiti e forze del nostro sistema

Su Formiche.net, l’analisi del professor Francesco Bruno, docente di diritto alimentare all'Università La Sapienza e al Campus Biomedico di Roma, sul caso delle uova contaminate dall’insetticida Fipronil: Il diritto europeo si contraddistingue per una applicazione (al limite del metagiuridico) del principio di precauzione, una autorizzazione sanitaria preventiva al commercio di alimenti (oltre a quelle specifiche per i prodotti nuovi e con utilizzo di tecnologie alimentari innovative) che li presuppone (totalmente) privi di rischi per la salute, un complesso sistema di Agenzie a livello “centrale” europeo e nazionale, una attenzione regolatoria ai profili di sostenibilità ambientale dell’attività produttiva, nonché per una suddivisione tra scelta politica di gestione del rischio, in capo ad una istituzione politico-amministrativa (la Commissione europea) e di valutazione dello stesso, in capo ad una autorità scientifico-amministrativa (la Agenzia Alimentare Europea con sede in Italia, a Parma). Siffatta struttura appare, dunque, in grado di tutelare i consumatori dalla commercializzazione di alimenti insalubri, le istituzioni sembrerebbero dialogare velocemente e i dati tecnici e logistici sono disponibili in tempo reale agli investigatori e agli organi di controllo dei vari Paesi”.
http://formiche.net/blog/2017/08/12/uova-insetticida-limiti-forze-nostro-sistema/


Microchirurgia, a Pisa sconfitto tumore alla lingua

A Pisa, i professori Mario Gabriele, direttore del dipartimento delle Specialità chirurgiche e della Odontostomatologia e della chirurgia orale, Stefano Sellari Franceschini, primario dell’Unità operativa di otorinolaringoiatria ed Emanuele Cigna, specialista in chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica, mediante un intervento chirurgico innovativo hanno salvato una donna quarantacinquenne al quale era stato diagnosticato un cancro alla lingua. Due équipe al lavoro: una impegnata a rimuovere la parte di lingua affetta dal cancro e l’altra a trapiantare al suo posto un pezzo di coscia. «È un intervento di microchirurgia che si effettua col microscopio operatorio - spiega Cigna - che serve per unire i vasi che nutrono il segmento anatomico trapiantato, i quali hanno un diametro anche inferiore al millimetro. L’università di Pisa e l’Azienda ospedaliero-universitaria sono senz’altro al livello dei migliori atenei e ospedali degli Stati Uniti e d’Europa».
http://iltirreno.gelocal.it/pisa/cronaca/2017/08/27/news/sconfitto-il-tumore-rinata-dopo-un-intervento-alla-lingua-1.15778726


Tumore all’ovaio: le nuove speranze nei farmaci Parp-inibitori

Nuovo approccio farmacologico per curare il tumore dell’ovaio, uno dei mali più insidiosi per la salute delle donne. Il merito è tutto dei risultati che si stanno ottenendo dai Parp-inibitori. L’efficacia dei Parp-inibitori - nello specifico di olaparib, un farmaco prodotto da AstraZeneca - è stata confermata da uno studio di fase 3 pubblicato sulla rivista «The Lancet Oncology», durante il quale l’efficacia della risposta al farmaco è stata misurata in un gruppo di donne in cui la malattia aveva già recidivato, con mutazioni di uno o entrambi i geni Brca e che avevano concluso da almeno sei mesi un trattamento chemioterapico a base di platino. L’olaparib, assunto per via orale per due volte al giorno, ha fatto registrare una sensibile differenza in termini di sopravvivenza: diciannove mesi senza malattia rispetto ai cinque, nel confronto tra le pazienti trattate col Parp-inibitore e le donne inserite nel gruppo di controllo. Ma ancora più importante è la percentuale di pazienti che, dopo aver assunto il farmaco hanno presentato benefici a lungo termine: pari al 15%, anche fino a cinque anni.
http://www.lastampa.it/2017/08/16/scienza/benessere/tumore-allovaio-le-nuove-speranze-nei-farmaci-parpinibitori-XO3rSUOLGqFabZvIi1KzOK/pagina.html