Prof. Antonino Spinelli
03/08/2017 Blog

Chirurgia del retto: il commento del prof. Antonino Spinelli

Prof. Antonio SpinelliLa chirurgia del retto è tecnicamente più complessa della chirurgia del colon, principalmente per la sede anatomica del retto, la pelvi, che offre un spazio operatorio e una visibilità molto limitate. Le difficoltà tecniche aumentano nelle neoplasie del retto medio e inferiore, con un maggior rischio di complicanze e di conversione da approccio laparoscopico a laparotomico rispetto a quanto accade nelle localizzazioni al retto superiore.

Il principale indicatore di qualità della chirurgia rettale è il CRM (circumferential resection margin) e un CRM positivo < 2 mm presenta un rischio di recidiva locale del 16% contro il 5% in assenza di questo fattore, percentuale che aumenta per i tumori del retto medio-distale. Per migliorare la visibilità e l’outcome oncologico nella chirurgia del retto è stata sviluppata una nuova tecnica, la Transanal Total Mesorectal Excision (TaTME), che si basa su un approccio transanale con l’utilizzo di un dispositivo laparoscopico single port e strumenti laparoscopici standard. Questo permette una dissezione del mesoretto distale accurata, la diretta visualizzazione del margine di resezione distale.

Il tempo addominale dell’intervento può essere eseguito per via laparoscopica, robotica o con approccio laparotomico e, quando possibile, viene condotto con due equipe (addominale e perineale) che operano simultaneamente, riducendo i tempi operatori e agendo in modo sinergico nella ricerca del piano corretto di dissezione. Nata per la chirurgia oncologica, può essere eseguita anche in caso di patologie benigne, in particolar modo nell’ambito delle malattie infiammatorie croniche intestinali.

La TaTME supera alcuni dei problemi che possono sorgere nella TME: diverse metanalisi hanno messo in evidenza un minor rischio di CRM positivo con migliore qualità della TME nei pazienti trattati con TaTME rispetto a LapTME. Per quanto riguarda i risultati funzionali della tecnica, i primi studi evidenziano risultati a 1 e 6 mesi di follow up sostanzialmente in linea con quelli ottenuti nei pazienti sottoposti a LapTME, ma risultati maggiormente conclusivi si attendono da studi in corso.

La chirurgia del cancro del retto richiede formazione specifica e alti volumi. La TaTME è una tecnica chirurgica complessa, che per la sua esecuzione necessita di un team altamente formato e specializzato che abbia svolto un adeguato training, in modo da permettere una sua diffusione sicura.

A tale scopo sono in via di sviluppo percorsi di formazione. Un punto imprescindibile di questo training consiste in corsi di simulazione su cadavere.


Prof. Antonino Spinelli
MD PhD, responsabile S. A. Chirurgia del Colon e del Retto Humanitas