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La newsletter dedicata agli iscritti SIC 9/2017

Un pacemaker nel cervello: "Così abbiamo rallentato la Sla"

In occasione della Giornata mondiale della Sla, i ricercatori del Campus Bio-Medico di Roma hanno presentato uno studio con il quale hanno dimostrato che la stimolazione intracranica oltre i limiti è in grado di rallentare la progressione della sclerosi laterale per una decina d'anni. Lo studio è stato condotto da un’équipe di neurologi che da anni analizzano le tecniche di stimolazione cerebrale per rallentare la malattia. Questa pratica, decisamente invasiva, prevede il posizionamento di due elettrodi lunghi 4 centimetri, dopo aver forato il cranio con un buco di un centimetro, direttamente sul cervello, nelle aree deputate al movimento. Vincenzo Di Lazzaro, direttore della Neurologia del Campus Bio-Medico, commenta i risultati della ricerca: «Occorre ovviamente una sperimentazione su un numero più elevato di pazienti perché una sola osservazione ha un valore limitato. E in ogni caso è bene precisare che non parliamo di cura, perché una cura per la Sla ancora non esiste. Ma di rallentamento, che potrebbe consentire di guadagnare anche anni. E nonostante sia più invasiva, la strada della stimolazione intracranica è più vantaggiosa».
http://www.repubblica.it/salute/ricerca/2017/06/21/news/un_pacemaker_nel_cervello_cosi_abbiamo_rallentato_la_sla_-168661832/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P8-S1.8-T1


Chirurgia, nuova tecnica laparoscopica per la cura dei tumori

All’ospedale Cazzavillan di Arzignano è stata adottata, tra le prime strutture sanitarie in Italia, una nuova tecnica laparoscopica per la rimozione dei tumori del retto in grado di migliorare la qualità della vita del paziente e di ridurre il dolore e le complicazioni post operatorie. Questo innovativo approccio mini invasivo rappresenta una valida alternativa rispetto alle altre terapie chirurgiche previste per la cura di questa tipologia di tumori. La tecnica in laparoscopia è denominata Trans Anal, Total Mesorectal Incision.
«L’idea è quella di svolgere l'intervento in laparoscopia utilizzando due vie diverse in contemporanea, dal retto e dall'addome, con due chirurghi e due strumentazioni, che lavorano praticamente nello stesso momento, riuscendo così a rimuovere tutti i tessuti intaccati dalla malattia fino a ‘incontrarsi’ a metà strada», afferma il dottor Cristiano Finco, direttore dell’unità operativa complessa di chirurgia generale dell'ospedale arzignanese.
http://www.ilgiornaledivicenza.it/territori/montecchio/brendola/una-nuova-chirurgia-per-i-tumori-1.5775854?refresh_ce#scroll=898


Chirurgia, salvato da un’aorta stampata in 3D. Il futuro entra in corsia a Torino

Un’endoprotesi stampata in 3D è stata impiantata in un paziente di 79 anni, colpito da un grave aneurisma dell’arco dell’aorta. Costruita su modello di arco aortico stampato in 3D, l’innovativa tecnica ha consentito a un’equipe multidisciplinare dell’ospedale Mauriziano di Torino di poter eseguire l’intervento senza ricorrere all’apertura del torace, alla circolazione extra-corporea ed all’ipotermia profonda. La patologia presentata dal paziente avrebbe richiesto, infatti, una complessa operazione tradizionale per consentire il reimpianto delle arterie che portano sangue al cervello dopo avere sostituito il tratto di aorta malato. Grazie a questa protesi su misura, inserita in modo non invasivo attraverso una arteria periferica della gamba e due piccoli accessi chirurgici a livello del collo, è stato invece possibile impiantare una prima protesi endovascolare nel tratto dell’aorta dilatato a livello dell’arco e in rapida sequenza, dal collo, delle protesi endovascolari di calibro più piccolo che sono state inserite in apposite fessure sulla prima protesi.
http://www.lastampa.it/2017/06/20/cronaca/salvato-da-unaorta-stampata-in-d-il-futuro-entra-in-corsia-UwfqAg5mjDsnwzGpck8jzI/pagina.html


Chirurgia, alle Molinette di Torino asportato angiofibroma rinofaringeo a bambino di 11 anni

Per la prima volta è stato asportato in modo non invasivo con un endoscopio 3D attraverso una narice un rarissimo angiofibroma rinofaringeo che colpiva un bambino di 11 anni dal naso al cervello. L’intervento innovativo e rivoluzionario è stato eseguito presso l'ospedale Molinette della Città della Salute di Torino da un’equipe combinata di Otorinolaringoiatria universitaria, diretta da Roberto Albera e di Neurochirurgia universitaria, diretta da Alessandro Ducati. La tecnologia tridimensionale ha permesso una più elevata accuratezza e precisione del gesto chirurgico. L’intervento della durata di circa 7 ore è avvenuto esclusivamente per via transnasale con una perdita intraoperatoria di sangue contenuta.
http://www.quotidianosanita.it/piemonte/articolo.php?articolo_id=51957


Medicina, una nuova strategia per colpire il cancro attraverso i mitocondri

Secondo quanto emerge da una ricerca condotta da Sabrina Pricl ed Erik Laurini del laboratorio MOSE dell’Università di Trieste, pubblicata sulla rivista Proceedings of the National Academy of Science, sarebbe possibile causare la morte selettiva delle cellule tumorali “sabotando” i mitocondri. Nello studio, condotto assieme ai ricercatori dell’Istituto Oncologico della Svizzera Italiana e della New York University School of Medicine, i ricercatori italiani hanno osservato come sia possibile agire selettivamente sulle cellule tumorali intervenendo sulla proteina STAT3, un fondamentale agente regolatore delle funzioni mitocondriali coinvolto in numerosi processi cancerosi.
https://www.researchitaly.it/news/medicina-una-nuova-strategia-per-colpire-il-cancro-attraverso-i-mitocondri/


Medicina, la resistenza all''ultimo' antibiotico è più diffusa del previsto

Il fenomeno dell'esistenza di ceppi di batteri resistenti alla colistina, considerata l''ultima spiaggia' nel campo degli antibiotici, è molto più diffuso di quanto pensassero gli esperti sia per dimensioni, con aree in cui il 100% degli animali da allevamento ne è portatore, che per diffusione, con esempi trovati ormai in tutto il mondo. A fare il punto, riporta la rivista Nature, sono state diverse presentazioni al meeting della American Society for Microbiology (ASM) di New Orleans.
http://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/medicina/2017/06/16/la-resistenza-allultimo-antibiotico-e-piu-diffusa-del-previsto_fb3bc594-2d4f-4976-9765-28637fca2841.html


Squadre di robot chirurghi nelle sale operatorie del futuro

Nell’intervista a Radio 24, Guang Zhong Yang, 
professore dell'Imperial College of London e massimo esperto di robotica applicata alla medicina, prospetta il futuro della chirurgia robotica. L’accademico è convinto che le sale operatorie saranno animate da veri e propri strumenti intelligenti che agirano come una squadra. Ci saranno alcuni robot specializzati in suture, altri nella caratterizzazione dei tessuti, altri ancora nell'anastomosi.
http://www.radio24.ilsole24ore.com/programma/smart-city/squadre-robot-chirurghi-sale-131852-gSLALKIpLC


Così la realtà virtuale migliora la chirurgia

l’Ospedale Sacco di Milano ha aderito al primo progetto in Italia che studia i vantaggi che la realtà virtuale porta alla chirurgia: «Abbiamo sviluppato un software che trasforma le classiche radiografie bidimensionali in modelli in 3D esplorabili indossando un visore», racconta Maurizio Vertemati, ricercatore presso il dipartimento di scienze biomediche e cliniche del nosocomio e docente del corso di morfologia umana macroscopica presso l’università degli Studi del capoluogo lombardo. Il sistema è chiaro: partendo per esempio da una classica tac, si ottengono gli equivalenti tridimensionali degli organi del paziente in grado di evidenziarne malformazioni o criticità. Da studiare con relativa calma, senza la frenesia della sala operatoria. E disponibili in modo rapido. Il tutto senza acquistare macchinari complessi, ma con un investimento contenuto.
http://www.panorama.it/mytech/cosi-realta-virtuale-migliora-chirurgia/